Una ventina di domande per sole 5 casette libere. E’ boom di richieste per le casette post sisma.
Succede a Pievetorina dove il comune ha deciso di riassegnare le sae lasciate sfitte dai terremotati con priorità alle giovani coppie under 40.
E’ la seconda vita delle sae: da rifugio per gli sfollati dal sisma a nido d’amore per i giovani in cerca di autonomia che non vogliono lasciare la propria terra e che qui vogliono mettere su famiglia.
Obiettivo: ripopoolare le aree del cratere abbandonate dopo il terremoto.
Un obiettivo a cui puntano anche molti altri centri del cratere: da Visso ad Arquata del Tronto passando per Valfornace, Camerino e Fiastra.
Sono tanti i comuni che tramite un bandi e dietro il pagamento di un piccolo canon d’affitto, che spesso oscilla tra i 50 e 150 euro, hanno deciso di affittare le sae, dando la precedenza ai giovani nuclei familiari con almeno un componente già residente.
E’ su di loro che i piccoli centri terremotati puntano per combattere l’abbandono dell’entroterra, qui dove la vita è più dura ma l’affitto più conveniente.
