Un filo di voce, gli occhiali scuri a nascondere la stanchezza e quella paura, difficile da scrollarsi di dosso. Annalisa venerdì sera non ci ha pensato due volte quando Sandro Spingardi, 71enne idraulico in pensione, ha aperto il fuoco con la pistola regolarmente detenuta nel casolare di via Sterpettine a Marotta uccidendo la cognata, Griselda Cassia Nunez, 44 anni e ferendo al naso e all’orecchio Kenia Cassia Vaca, 28 anni. Ha preso tutti i bambini in fretta e li ha portati fuori, in salvo. Questione di attimi. Lei si trovava lì con altre mamme per festeggiare la consegna dei diplomi per la fine della scuola materna.
Kenia, la figlia della vittima, sta bene per fortuna, è stata dimessa sabato pomeriggio dall’ospedale regionale di torrette. Solo ferite superficiali. Ma a rimanere in ospedale a Fano c’è ancora la sua bambina che ha assistito alla scena di inaudita violenza. E’ ancora sotto choc e dovrà restare ricoverata, parere dei neuropsichiatri, per elaborare i fatti. E poi mamma e figlia dovranno trovare un’altra sistemazione visto che l’intero casolare è sotto sequestro.
Sandro Spingardi invece si trova nel carcere di Villa Fastiggi: L’interrogatorio di garanzia lunedi davanti al gip di Pesaro è volto a chiarire il perché abbia agito in quel modo. Al momento il movente resta quello del rumore della festa che lo avrebbe infastidito. “non era sua intenzione uccidere”. Avrebbe detto subito dopo agli inquirenti. un tipo silenzioso, con un matrimonio alle spalle. Nessun precedente, nessuna denuncia. Forse qualche ruggine per quella casa lasciata in eredità da suo fratello morto a Griselda. Decisivo il lavoro svolto dai carabinieri della Compagnia di Fano che hanno gestito con prontezza la situazione, disarmando l’uomo che dopo aver fatto fuoco si è barricato nel capanno tentando anche il suicidio.
Il servizio in onda nel tg delle 19.30.
