Ha di poco superato il 50% l’affluenza per le regionali delle Marche 2025. Si è recato alle urne il 50,01% dei marchigiani aventi diritto al voto. Ha votato 1 marchigiano su 2. Rispetto alle ultime regionali delle Marche, nel 2020, l’affluenza è scesa quasi del 10%
Le province dove questi due giorni si è votato di più sono Pesaro Urbino (52,4%) e Fermo (51,2%). Nella provincia di Ancona ha votato il 50%. Nelle province di Macerata e Ascoli Piceno l’affluenza è invece sotto il 50%, rispettivamente del 47,02% e del 48,97%.
Questa è una tornata elettorale che si è giocata fino all’ultimo voto. Le Marche infatti sono, come regione al voto, sotto i riflettori della informazione nazionale perché riferimento politico per partiti e coaliziaoni: dipende dal risultato del voto marchigiano la scelta del candidato per le coalizioni di altre regioni chiamate a rinnovare governo e consiglio della propria regione, misurando il successo di alleanze, campo largo e il peso dei partiti all’interno degli schieramenti. Quella che è certa, prima del risultato, è la scarsa affezione al voto, anche in una tornata così sentita, seguita e per certi versi accesa.
A confermare la disaffezione al voto uno sguardo alle regionali del passato: Nel 2000: Vito D’Ambrosio area centrosinistra, vinse con il 49,92% su un’affluenza del 74,33%. cinque anni dopo, nel 2005: Gian Mario Spacca – centrosinistra- ottenne il 57,76 e l’a affluenza fu del 71,46%, affleunza scesa nel 2010 al 62% quando Spacca ottenne la seconda legislatua con il 53% dei voti. In tempi pù recenti Luca Ceriscioli, sempre centrosinistra e in carica dal 2015 al 2020 ottenne il 41,07 e quella tornata registrò un’affluenza al 49,78%. Nel 2020 l’affluenza aumentò al 59,75% e da quel voto uscì vincitore Francesco Acquaroli, primo candiato di area centrodestra alla guida della regione con il 49,13% dei voti.
