E’ un appello che suona come un allarme quello che la Uil lancia dopo l’incidente in una cava di Corridonia costato la vita ad un operaio di 48 anni travolto da uno smottamento mentre era al lavoro su di un escavatore.
L’ennesima morte bianca di una strage che nelle Marche dall’inzio dell’anno conta altre 18 vittime, l’80 per cento in più rispetto all’anno scorso.
Più di 11 mila invece le denunce di infortunio in regione, 2300 solo nel maceratese. E con i lavoratori fantasma il bollettino del lavoro è ancora più allarmante.
Di qui l’appello dei sindacati ad invertire marcia e ad investire nella cultura della sicurezza e non tanto come un costo e un semplice adempimento burocratico ma come una necessità. Una necessità che i sindacati hanno ribadito recentemente alle prefetture marchigiane a cui hanno sottoposto un documento con scritte nero su bianco le loro richieste.
Il servizio in onda nel tg delle 19.30.
