Per qualcuno è il primo incontro del mattino. Per chi ha il pollice verde, per chi ha il pollice verde un albero di cemento in mezzo alla piazza della frazione Paterno di Ancona. Ma ora la grande cisterna, che nel piccolo borgo è cresciuta insieme agli storici abitanti, verrà abbattutta dal Comune. A chiederlo erano stati qualche anno fa proprio i cittadini.
Fino a qualche decina di anni fa veniva utilizzata per raccogliere l’acqua. Ma nel comune soprresso nel 1928 e accorpato a quello di Ancona non sono tutti d’accordo. C’è chi considera il serbatoio pensile un vero e proprio simbolo, come la signora Iride, che a Paterno abita da sessant’anni.
Stato di abbandono e potenziale rischio per la sicurezza le motivazioni del comune di Ancona. Per dimensioni e posizione – fa sapere palazzo del popolo – incide negativamente sull’aspetto del borgo e sul suo contesto storico. Ma qui dove si lasciano ancora le chiavi nella serratura è stata parte della storia personale di chi, durante l’infanzia, la vedeva piena d’acqua.
Il servizio in onda nel tg delle 19.30.
