La disabilità è negli occhi di chi guarda e lo fa – per usare una metafora che profuma di mare – indossando una sorta di maschera subacquea appannata e sporca. Una di quelle che se ben pulite fanno ammirare la limpidezza e la libertà dei fondali.
Quegli stessi fondali dove dal 1992 gli istruttori di Monsub, il club subacqueo di Jesi, accompagnano persone con disabilità. Immersioni, vela terapia e apnea in acqua, che diventano un ponte tra terapie complementari e integrazione.
