INCHIESTA TOD’S, INDAGATI TRE MANAGER E LA STESSA SOCIETA’

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Nessuna modifica nella scelta dei fornitori da parte  di Tod’s, che continuerebbe ad acquistare componenti da opifici accusati di caporalato nonostante il procedimento in corso: lo scrive il PM del tribunale di Milano Paolo Storari nella richiesta di divieto – per la società di Diego della Valle-  di fare pubblicità aio propri prodotti per sei mesi.

Lo stesso Storari alcuni mesi fa aveva chiesto l’amministrazione giudiziaria del colosso della moda per non aver controllato la catena di subappalti, tra i quali figurano sei laboratori cinesi, di cui due nelle province di Macerata e Fermo, che impiegavano manodopera in condizioni di sfruttamento per la produzione delle divise dei commessi dei negozi TOD’s e per le tomaie delle scarpe.

Il nuovo atto si inserisce nel filone dell’inchiesta portata avanti dalla procura di Milano nella quale il PM spiega come l’indagine  non avrebbe prodotto alcun cambiamento nel sistema organizzativo dell’azienda, che avrebbe ignorato anche i risultati  forniti da società consulenti sui processi di verifica per valutare la conformità delle procedure  rispetto alle normative vigenti.

Per questo sarebbero indagati anche tre manager della società di Casette d’Ete. In merito alle nuove contestazioni sulla medesima vicenda la Società in una nota spiega che sta esaminando con la stessa tranquillità l’ulteriore materiale prodotto, definendo preoccupante il tempismo del PM Storari, che proprio in queste ore si è visto rigettar dalla Cassazione il ricorso contro il rigetto dell’istanza di amministrazione controllata per competenza territoriale della Corte d’Appello di Ancona.

Il servizio in onda nel tg delle 13.30 e 19.30.