Fermo e vigile, dice di non ricordare nulla. Così viene descritto Nazif Muslija, 50 anni, cittadino macedone ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie Sagjide, 49 anni, avvenuto mercoledì mattina a Pianello Vallesina.
L’uomo si trova nel carcere di Montacuto, nel giorno in cui è stato convalidato il suo fermo.Dopo l’interrogatorio davanti alla giudice Daniela Bellesi, resterà in carcere: non avrebbe ammesso apertamente di essere l’autore del brutale omicidio aggravato di cui è accusato. Poche parole le sue: «Non ricordo nulla».
A fare dichiarazioni fuori dalla casa circondariale c’è l’avvocato che lo aveva seguito durante il processo per maltrattamenti poi sfociato in una condanna ad 1 anno e 10 mesi. Dopo tre mesi di carcere l’uomo avrebbe dovuto seguire la riabilitazione ma a causa della mancanza di posti disponibili il suo percorso non era mai di fatto iniziato.
Sagide è stata trovata senza vita nel letto con il volto completamente sfigurato dai colpi sferrati attraverso un tubo di ferro. Dopo circa 40 ore di fuga, il marito è stato visto da un cacciatore in una zona boscosa di Sant’Anna-Braccano, Matelica.
Stava provando ad impiccarsi ma l’uomo è intervenuto e ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati subito i carabinieri di Matelica che lo hanno riconosciuto visto che su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale. Dall’ospedale è stato poi trasferito in caserma e infine in carcere.
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