“TESTIMONE DELL’ORRORE A SIDNEY”: PARLA LO JESINO ANCONETANI

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Gli spari, le urla e la gente in fuga, a squarciare quello che sarebbe dovuto essere un tranquillo pomeriggio estivo australiano: Giovanni Anconetani, jesino di 24 anni, ricorderà per il resto della sua vita la giornata di domenica 14 dicembre. Lui, assieme alla fidanzata Chiara, si trovava nella spiaggia di Bondai beach, a Sidney, per concedersi qualche ora di relax al mare, dopo l’ennesima giornata di lavoro. Un tuffo veloce, prima di mangiare una pizza davanti al tramonto, come documentato da lui stesso in una foto postata alle 18:16 avvolto dall’asciugamano, corredata da una breve ma concisa didascalia. Una foto da inviare a mia madre che sta soffrendo il freddo dall’altra parte del mondo, scrive Giovanni. Di lì a pochi minuti però, si scatena l’inferno: gli spari dei due attentatori, che inizialmente vengono scambiati per fuochi d’artificio, uccidono 16 persone ferendone 42, mettendo in fuga tutti coloro che si erano riversati in spiaggia per assistere anche alle celebrazioni dell’Hanukkà da parte della comunità ebraica.

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