Il crac di Banca marche è stato causato dalla crisi finanziaria del 2008 che ha avuto pesanti ricadute nel settore immobiliare in cui operava la maggior parte delle imprese clienti. A far fallire il maggiore istituto di credito marchigiano non sono state quindi le condotte messe in atto dell’ex direttore generale Massimo Bianconi e degli altri cinque imputati che sono stati assolti dalla Corte di Appello di Ancona lo scorso 30 giugno, dopo la condanna in primo grado per bancarotta fraudolenta con pene da 4 a 10 anni. A scriverlo sono gli stessi giudici nelle motivazioni, contenute nelle 202 pagine di sentenza. “Non è configurabile il fallimento per effetto di operazioni dolose, per abusi di gestione o infedeltà ai doveri di legge – si legge. Le operazioni finanziarie erano solo una parte, non preponderante, della gestione economica di Banca delle Marche.
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