Il porto è quello di Ancona, ma attraccata c’è Nave Numana, uno dei cacciamine della marina militare italiana. Una sosta logistica nell’adriatico centrale a pochi km dal borgo rivierasco da cui ha preso il nome, per volontà della stessa Marina che ha voluto legare queste sue unità navali ad alcune città di costa. Una scelta che racconta la loro principale missione: controllare e monitorare quello che nasconde la superficie del mare.
Per farlo nave numana, costruita negli anni novanta, si serve delle più avanzate tecnologie: dal sonar a profondità variabile, fino ai due veicoli – pluto gigfas e pluto plus – che comandati da remoto vanno in perlustrazione dei fondali attraverso delle telecamere. Ad immergersi nell’Adriatico – fino a 300 metri di profondità – sono anche i subacquei presenti a bordo.
Il cacciamine viene poi utilizzato per la localizzazione e l’identificazione di manufatti post bellici, ma anche di relitti sottomarini. Quella di nave numana – che riparitrà dal proto dorico sabato – è un’operatività ad ampio spettro, condotta in maniera silenziosa e precisa, così come richiesto dal mare.
Il servizio in onda nel tg delle 19.30.
