Nelle Marche sono tredici i comuni rimasti fuori dalla nuova classificazione prevista dalla Legge sulla Montagna voluta dal Ministro Roberto Calderoli. La provincia di Pesaro è la più colpita, con otto centri esclusi. A riaccendere il dibattito, dopo l’appello della Confederazione Agricoltori Italiani a rivedere il limite altimetrico di 350 metri (inizialmente la legge partiva da 600), è anche il sindaco di Cupramontana, nell’entroterra anconetano, che denuncia come i nuovi criteri penalizzino territori già fragili. Secondo la normativa, per essere considerati montani servono porzioni significative di territorio in quota e specifiche percentuali di pendenza. Parametri che comuni come Cupramontana non riescono a soddisfare, pur condividendo problemi tipici delle aree interne: distanza dai servizi, infrastrutture deboli, rischio idrogeologico e spopolamento.
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