Le accuse sono gravissime: maltrattamenti aggravati e continuati su minori. Alla comunità islamica At Taqwa, tradotto timor di dio, lungo viale della Vittoria, nessuno commenta. Le porte restano chiuse in quello che per i musulmani che lo frequentavano un luogo sicuro, dedicato all’insegnamento dei precetti religiosi di Maometto. Le indagini sono partite dopo alcune segnalazioni, arrivate anche dai coraggiosi racconti delle insegnanti che lavorano nelle scuole statali frequentate dalle presunte vittime — una quindicina di ragazzi in tutto. Gli accertamenti hanno ricostruito episodi avvenuti in particolare ad aprile: secondo la Procura, l’insegnante di religione, un 47enne originario del Bangladesh, avrebbe minacciato e vessato gli studenti. In un caso avrebbe strattonato e colpito con una penna e con schiaffi e calci un giovane che aveva commesso degli errori; in un altro avrebbe costretto un alunno a eseguire piegamenti tenendosi le orecchie con le mani.
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