Ridotte di un terzo le distanze tra discariche e case, un termovalorizzatore ancora senza sede, con la Tari che, intanto, continua a salire. Approvato dal Consiglio regionale delle Marche il nuovo Piano di gestione dei rifiuti, e davanti a Palazzo Leopardi cittadini, associazioni e comitati si sono radunati in presidio per dire no al provvedimento.
Nel mirino, due punti in particolare: il termovalorizzatore, per cui non è stato ancora individuato un sito né i tempi per la sua costruzione, e la scelta di ridurre da 1.500 a 1.000 metri la distanza minima tra gli impianti di smaltimento e le abitazioni. Ai comitati si sono uniti in aula i consiglieri di opposizione, con attacchi durissimi al Piano. Le opposizioni si sono presentate compatte, con un ordine del giorno unitario che chiede alla giunta il ritiro dell’intera proposta.
Sotto accusa soprattutto la situazione dell’Ata di Macerata, ancora alle prese con l’individuazione del sito per la nuova discarica. Restano sul tavolo le domande più scomode: chi costruirà il termovalorizzatore, con quali tempi e risorse, e se sarà un’opera interamente pubblica. Nel frattempo l’impianto, come confermato dall’assessore Consoli, non arriverà prima di sette anni.
Il servizio in onda su TVCM.
