Ascoli si ferma e sospende il tempo per il suo patrono, Sant’Emidio. Qui la devozione ha un ritmo travolgente: basti pensare che alle sette e trenta del mattino i banchi sono già rimasti a secco, con le piante di basilico andate letteralmente a ruba prima ancora che la città si svegliasse del tutto. Dopo la benedizione sul sagrato del duomo, la festa si sposta sul piano dell’identità: il sindaco consegna un attestato a chi porta con orgoglio il nome del santo, un omaggio a tutte le Emidia e tutti gli Emidio che custodiscono la storia di questa terra.
Dalla tradizione popolare alla devozione più profonda. in cattedrale le parole del vescovo palmieri richiamano l’essenza stessa del culto emidiano, che vede il santo come protettore dai terremoti. una ricorrenza che carica di significato il ricordo, a dieci anni dal sisma che ha colpito il piceno.
Dalla solennità della preghiera si passa poi al ritmo vivace del folklore: già dalle prime ore del mattino fioccano le prenotazioni per la classica tombola di Sant’Emidio: perché tentare un po’ di fortuna, non guasta mai.
Il servizio in onda nel tg di TV Centro Marche.
