Dagli statuti originali del 1300 del Comune di Ancona, ai bozzetti dell’architetto che disegnò la facciata di Palazzo del Popolo, passando per i documenti dell’ex ospedale psichiatrico o quelli del Tribunale del capoluogo. Gli scaffali e i cassetti dell’Archivio di Stato di Ancona sono una riserva infinita di sorprese e si sono svelati al pubblico durante una delle aperture straordinarie di questo spazio. Se si mettessero in fila, uno dopo l’altro, tutti i documenti qui custoditi, si coprirebbe una distanza lunga più di 18km.
Gli archivi di stato conservano, tradizionalmente, i documenti di questure, prefetture e altre istituzioni. Ai curiosi arrivati per le visite è stato spiegato che, in realtà, qui c’è anche molto altro. Il tema di queste aperture è sta la ricerca d’archivio per la storia dell’arte. Al centro due opere la cui storia è legata a doppio filo con l’archivio.
I funzionari hanno spiegato l’importanza di conservare e valorizzare questo tipo di fonti, fondamentali per capire chi siamo stati e da dove veniamo. Ma, soprattutto, per immaginare il futuro delle nostre comunità.
Il servizio in onda su TVCM.
