DELITTO DI URBINO, IL MARITO DELLA PORTINAIA UCCISA 27 ANNI FA CHIEDE DI RIAPRIRE IL CASO

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Quartantasette anni, sposata con due figlie, portiera da vent’anni  del collegio universitario Il Colle di Urbino: Floride Cesaretti, fu trovata morta uccisa con 22 badilate alla testa, in un sotterraneo del collegio, la sera del 27 novembre del 1998.

Un delitto che è rimasto un giallo irrisolto e a distanza di quasi 28 anni quell’omicidio  torna alla ribalta, dopo la richiesta del marito della donna di riaprire il caso.

Stellindo Denti, oggi 79enne, non ha mai smesso di cercare la verità sulla morte della moglie e oggi dichiara di sapere chi potrebbe essere il suo assassino, probabilmente una persona in carecer per un altro delitto, commesso successivamnete al ‘98.

Ipotesi che si fanno strada in un trama intricata, che ha rivelato da subito falle e nodi inestricabili, per la scena del crimine compromessa, errori e piste sbagliate.

Da spasimanti, smentiti da chi conosceva la rettitudine di Floride, alla possibilità che avesse riconosciuto qualcuno, coinvolto in giri di prostituzione o droga nel collegio.

Subito dopo il delitto era stato ricostruito anche l’identikit di uomo con il pizzetto che sarebbe stato visto nei pressi del colle quella sera, ma le verifiche non hanno portato ad alcun risultato, e poi  nel 2000 una lettera anonima fatta recapitare alla procura di urbino dove si faceva il nome, per quesl delitto, di un docente  dell’epoca, ma si ritenne di non dover far ulteriori accertamenti, e ancora il caso che torna alla ribalta nel 2012 con l’analisi del DNA di capelli trovati sotto le unghie della vittima che sarebbe stato fatto risalire a tre studenti argentini che alloggiavano nel collegio, in quanto presentava una nutazione tipica dell’Argentina, ma anche qui gli accertaemnti non portarono a conferme.

Oggi Stellindo chiede che si torni ad ccender i riflettori su quella morte per cui non esiste ancora un nome né giustizia.

Il servizio in onda nel Tg di TVCM delle 19.30.