Una memoria, quella di chi si è battuto per la legalità e le istituzioni, che non deve rimanere in un museo, ma che deve diventare responsabilità e impegno, da praticare ogni giorno.
Don Ciotti, fondatore di Libera, parla e la platea del teatro Cotini di Staffolo ammutolisce, di fronte al discorso di un gigante. Ogni parola è soppesata e in questo paesino, luogo di nascita di Domenico Ricci, l’appuntato che guidava l’auto di Aldo Moro nel giorno della strage di via Fani, assume un significato tutto speciale.
L’occasione è quella della quinta Giornata della Memoria della Regione Marche per le vittime del terrorismo e delle stragi. Sul palco, insieme a don Ciotti, altri esempi di legalità che hanno parlato ai ragazzi delle scuole del territorio. Tra loro, anche il Sovrintendente Mongiovì, già componente della scorta di Falcone.
Il nome di Domenico Ricci è ancora là, a pochi passi dal teatro, inciso sul Muro della Memoria, che riporta i nomi di 380 vittime del terrorismo e delle stragi. Con una legge regionale del 2022, la stessa Staffolo è stata riconosciuta vittima del terrorismo. Oggi, ancora una volta, ha voluto rendere omaggio al “suo” appuntato e a tutti gli altri che, come lui, hanno dato la vita per l’Italia.
Il servizio in onda su TVCM.
