UDIENZA ALLUVIONE SENIGALLIA 2014, DEPONE MANGIALARDI

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“Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità e anche più di quanto non fosse nelle nostre competenze” è la sintesi di una lunga deposizione resa da Maurizio Mangialardi, attuale consigliere regionale del Partito Democratico nell’ultima udienza al tribunale dell’Aquila, del processo per l’alluvione di Senigallia del 2014, quando il 3 maggio, per l’esondazione del fiume Misa che ruppe gli argini in più di 20 punti, la città e parte del suo territorio finirono sott’acqua, provocando la morte di 4 persone e danni per 400 milioni. Con l’accusa di inondazione colposa finirono a processo otto persone, tra cui lo stesso Mangialardi, allora sindaco di Senigallia, insieme all’ex sindaca Luana Angeloni, funzionari e tecnici comunali, provinciali, Regione Marche e Autorità di Bacino. Dopo l’udienza Mangialardi ha affidato ad una nota il suo stato d’animo, il senso di liberazione per aver potuto ricostruire dettagliatamente, ha scritto, davanti al tribunale, ciò che è realmente accaduto e rispondere a contestazioni da sempre ritenute profondamente sbagliate per interpretazioni forzate e ricostruzioni parziali e fuori contesto.

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